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Giovedì gnocchi: perché a Roma la tradizione si serve in tavola

Dal calendario delle osterie alle ottobrate romane, passando per un curioso episodio raccontato da Pellegrino Artusi. Storia e aneddoti di un piatto che ha conquistato il suo giorno della settimana.

Il giovedì, a Roma, ha una consistenza precisa: quella degli gnocchi. Morbidi, generosamente conditi e fedeli a un appuntamento che attraversa generazioni, famiglie e osterie.

«Giovedì gnocchi, venerdì pesce, sabato trippa». Bastavano queste poche parole per scandire il calendario gastronomico della Capitale, quando il menu settimanale rispondeva a consuetudini religiose, necessità economiche e abitudini domestiche.

Ma perché proprio il giovedì?

Un giorno, un piatto, una tradizione

La spiegazione più diffusa rimanda al venerdì di magro, quando la tradizione cattolica prescriveva l’astensione dalla carne. Il giorno precedente diventava così l’occasione per concedersi una preparazione sostanziosa, capace di soddisfare l’appetito con ingredienti semplici e accessibili.

Patate, farina, acqua e, secondo le ricette, uova. Una lavorazione domestica, pochi ingredienti e un risultato capace di sfamare tutta la famiglia.

Il proverbio è spesso associato al secondo dopoguerra, quando organizzare i pasti significava anche amministrare con attenzione le risorse disponibili. La sua origine esatta, tuttavia, non è documentata con certezza.

Di sicuro, gli gnocchi del giovedì sono diventati una delle consuetudini più riconoscibili della cucina romana, sopravvivendo alla trasformazione delle abitudini alimentari.

Gli gnocchi? A Roma erano anche un piatto da festa

Non soltanto cucina quotidiana. Gli gnocchi erano protagonisti anche delle celebri ottobrate romane, le allegre scampagnate che accompagnavano la fine della vendemmia.

Tra vigneti, carrozze addobbate, musica e grandi tavolate, i romani si concedevano giornate di festa fuori porta. E gli gnocchi figuravano tra le pietanze immancabili, insieme ad altre specialità della tradizione capitolina.

Una curiosità che acquista ancora più fascino proprio in ottobre, il mese al quale queste celebrazioni devono il nome.

Quando gli gnocchi sparirono nella pentola

Anche Pellegrino Artusi aveva qualcosa da raccontare sugli gnocchi. E non soltanto una ricetta.

Nel suo celebre La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, pubblicato per la prima volta nel 1891, alla ricetta numero 89 dedicata agli gnocchi di patate, l’autore riferisce un episodio al quale aveva assistito personalmente.

Una signora aveva preparato l’impasto e immerso gli gnocchi nell’acqua bollente. Ma quando cercò di recuperarli, non trovò più nulla: gli gnocchi si erano completamente disgregati.

Il motivo? Troppo poca farina.

Un incidente di cucina che Artusi racconta con il suo consueto umorismo e che ricorda quanto la buona riuscita di una preparazione apparentemente semplice dipenda dall’equilibrio degli ingredienti.

Gnocchi di patate o alla romana?

La tradizione riserva anche una piccola disputa gastronomica. Gli gnocchi del giovedì sono generalmente quelli di patate, lessati e conditi con pomodoro, ragù o altri sughi. Quelli oggi comunemente conosciuti come gnocchi alla romana sono invece dischetti di semolino, arricchiti con latte, burro e formaggio e gratinati al forno.

Ma la storia delle due preparazioni non è così lineare.

Artusi descriveva già diverse tipologie di gnocchi e, ancora nel 1964, sulle pagine della Strenna dei Romanisti, Secondino Preda interveniva nella controversia su quali fossero gli autentici gnocchi romani. Una questione che merita un approfondimento tutto suo, che faremo proprio qui, tra qualche puntata!

Il giovedì continua da Spiga d’Oro Bakery

Le abitudini cambiano, ma alcune tradizioni conservano intatto il loro richiamo.

Gli gnocchi al pomodoro e basilico fresco riportano in tavola proprio quel piacere semplice della cucina popolare: una preparazione familiare, un condimento generoso e la voglia di ritrovarsi davanti a un buon piatto.

Da Spiga d’Oro Bakery, il giovedì è ancora il giorno giusto per gli gnocchi.

E, come insegna la tradizione romana, certe abitudini vale la pena conservarle. Soprattutto quando sono così buone.

I nostri gnocchi li trovi qui

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