Buone Nuove

Una calza piena di dolci a novembre? Non è uno scherzo!

In Puglia, nella notte tra Ognissanti e il 2 novembre, si rinnova una tradizione golosa: regalare ai bambini una calza piena di dolci e sorprese. E se la preparassimo anche noi?

Halloween è appena passato, la Befana è ancora lontana, ma in alcune case pugliesi è già tempo di preparare le calze. Proprio così: nella notte tra il 1° e il 2 novembre, soprattutto nel Foggiano, sopravvive un’antica consuetudine che vuole i bambini in attesa di una calza piena di dolci, frutta secca e piccoli doni. Una tradizione che precede, nel calendario, quella ben più famosa dell’Epifania e che racconta un aspetto poco conosciuto del patrimonio gastronomico italiano. Altro che «dolcetto o scherzetto»: qui non bisogna bussare alle porte, basta lasciare una calza al posto giusto e aspettare il mattino.

La calza di novembre: una tradizione pugliese da riscoprire

A Foggia e in diversi centri della provincia, la sera di Ognissanti i bambini appendevano una calza vicino al camino, alla cappa della cucina oppure in un angolo della casa. Secondo la credenza popolare, durante la notte i familiari scomparsi sarebbero tornati simbolicamente a trovare i propri cari, lasciando ai più piccoli una sorpresa. Un racconto che permetteva alle famiglie di trasmettere il ricordo degli affetti attraverso un gesto di generosità. L’usanza è documentata anche a Canosa di Puglia e a San Ferdinando di Puglia, dove le testimonianze degli anziani restituiscono il ricordo delle calze preparate dalle mamme e dalle nonne, delle tavole apparecchiate per l’occasione e dell’emozione del risveglio. Non esiste, tuttavia, una datazione storica certa della nascita di questa tradizione, che appartiene al patrimonio delle consuetudini tramandate oralmente.

Quando la calza si riempiva con i tesori della dispensa

Prima dell’arrivo delle caramelle confezionate, il contenuto della calza aveva il sapore dell’autunno e raccontava soprattutto ciò che la terra e la dispensa familiare potevano offrire. Noci, mandorle, carrube, fichi secchi, castagne, melagrane e mele cotogne rappresentavano autentiche prelibatezze, specialmente per i bambini. A San Ferdinando di Puglia si ricordano anche i fichi secchi ripieni, mentre nel Foggiano la ricorrenza è accompagnata da un’altra preparazione caratteristica, la colva: grano cotto arricchito con melagrana, frutta secca, cioccolato e vincotto. Ingredienti semplici, profondamente legati alla cultura agricola del territorio, che trasformavano i prodotti della stagione in piccoli doni e ricette dal forte valore simbolico.

Con il tempo la frutta ha lasciato spazio, almeno in parte, a cioccolatini, biscotti, caramelle e altre golosità, senza cancellare completamente il rito. La sua vitalità è testimoniata anche da iniziative contemporanee: nell’ottobre 2025, a Orta Nova, in provincia di Foggia, un laboratorio sartoriale ha coinvolto giovani con disabilità e donne migranti nella realizzazione delle tradizionali calze, destinate a sostenere le attività di un centro sociale. Un esempio concreto di come un’usanza familiare possa diventare anche occasione di incontro e condivisione.

Una calza tutta da inventare, anche da Spiga d’Oro Bakery!

E se quest’anno prendessimo in prestito questa bella abitudine pugliese? Del resto, una calza piena di cose buone non deve necessariamente aspettare il 6 gennaio, né essere riservata soltanto ai bambini. Può diventare un piccolo regalo per qualcuno a cui vogliamo bene, una sorpresa da preparare in famiglia o, perché no, un modo per recuperare Halloween anche senza averlo festeggiato.

Da Spiga d’Oro Bakery, i dolci artigianali offrono più di uno spunto per comporre una calza decisamente golosa: brutti ma buoni dalla consistenza croccante, tozzetti alle mandorle, alle nocciole o al cioccolato, ciambelline al vino e altre specialità della pasticceria secca. Un assortimento che richiama, almeno nello spirito, le antiche calze preparate con quello che di più buono custodiva la dispensa di casa.