Buone Nuove

Dolcetto o scherzetto? La storia del rito più goloso di Halloween

Dai dolci offerti in cambio di preghiere alle caramelle dei bambini americani, fino al successo in Italia. Come nasce la tradizione di Halloween che trasforma un piccolo dono in una grande festa.

A Halloween persino una minaccia può essere dolce. «Dolcetto o scherzetto?» Bastano tre parole, un travestimento e una porta da aprire per trasformare una serata d’autunno in una caccia alle golosità. Ma dietro quella domanda, pronunciata ogni 31 ottobre da milioni di bambini, si nasconde una storia lunga secoli. E la parte più curiosa è che i dolci erano protagonisti molto prima dell’arrivo delle caramelle.

Prima delle caramelle c’erano i dolci per le anime

Per ritrovare le radici di Halloween bisogna tornare alle antiche popolazioni celtiche e alla festa di Samhain, che segnava la fine della stagione dei raccolti e l’inizio dell’inverno.

Secondo le credenze dell’epoca, in questo particolare momento dell’anno il confine tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti diventava più sottile. Fuochi, travestimenti e offerte di cibo accompagnavano le celebrazioni.

Con il passare dei secoli, altre usanze si sovrappongono a quelle più antiche.

Nelle isole britanniche si diffonde il souling: in occasione delle ricorrenze dedicate ai defunti, le persone più povere bussano alle abitazioni chiedendo cibo in cambio di preghiere per le anime dei familiari scomparsi.

Tra le offerte compaiono i soul cakes, piccoli dolci legati alla commemorazione dei morti.

In Scozia e Irlanda esiste anche il guising: bambini e ragazzi si travestono e visitano le case, ricevendo frutta, noci, monete o altre ricompense dopo aver cantato, recitato poesie o intrattenuto gli abitanti.

Non è ancora il moderno «dolcetto o scherzetto», ma alcuni dei suoi elementi sono già presenti: il travestimento, la visita di casa in casa e il dono alimentare.

Quando nasce davvero il «trick or treat»?

La formula moderna prende forma in Nord America durante il Novecento.

Una curiosità poco conosciuta riguarda proprio le sue prime testimonianze scritte: alcuni giornali canadesi documentano espressioni simili a trick or treat già nel 1917, mentre la formula esatta compare in un articolo del 1927 pubblicato in Alberta.

Il significato è quello che conosciamo: trick, scherzo, oppure treat, premio o dolcetto. Negli Stati Uniti la tradizione si consolida soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale. La fine del razionamento dello zucchero, la crescita dei quartieri residenziali e la diffusione delle caramelle confezionate favoriscono il rito dei bambini che bussano alle porte.

Anche gli scherzi, talvolta tutt’altro che innocenti, si trasformano progressivamente in una minaccia giocosa. Il risultato? La notte delle marachelle diventa sempre più una festa delle famiglie. E il bottino cambia forma: meno frutta e piccoli doni, sempre più dolciumi.

Quando arriva Halloween in Italia?

Il primo incontro degli italiani con Halloween avviene attraverso la cultura popolare americana. Già negli anni Sessanta i fumetti dei Peanuts contribuiscono a far conoscere la ricorrenza. Successivamente cinema e televisione rendono familiari zucche intagliate, streghe, fantasmi e bambini in cerca di caramelle.

È però dalla metà degli anni Novanta che Halloween comincia a diffondersi come festa partecipata, affermandosi stabilmente nei primi anni Duemila. Da allora il 31 ottobre conquista feste in famiglia, scuole, quartieri, negozi e locali, diventando una ricorrenza attesa anche da chi ha ampiamente superato l’età dei travestimenti.

Perché «dolcetto o scherzetto» piace così tanto?

Forse perché, per una sera, le regole si capovolgono.

I bambini diventano protagonisti, i mostri fanno sorridere e la paura si trasforma in un gioco collettivo. Il quartiere diventa un piccolo teatro, dove ogni campanello promette una sorpresa.

C’è poi il piacere della condivisione. Si preparano i dolci, si riempiono i cestini, si organizzano feste e si accolgono piccoli visitatori mascherati.

Quanto questo rito sia ormai familiare agli italiani emerge anche dai numeri. Secondo l’indagine Ipsos per Confesercenti del 2025, il 59% di chi partecipava ai festeggiamenti prevedeva di acquistare dolci e caramelle, mentre il 23% avrebbe accompagnato i figli nel tradizionale giro del quartiere.

Al di là del travestimento, Halloween continua dunque a celebrare un gesto antichissimo: offrire qualcosa da mangiare a chi bussa alla nostra porta.

La notte di Halloween comincia dal banco dei dolci

Prima dei costumi, delle zucche e del primo campanello, c’è un appuntamento da non dimenticare: la scorta di cose buone! Biscotti, crostate, dolci da forno e qualche golosità da condividere possono trasformare anche una semplice serata in casa in una festa.

Da Spiga d’Oro Bakery la preparazione di Halloween passa dal gusto, tra le specialità artigianali dei nostri banchi e tante idee per rendere più dolce la serata del 31 ottobre.

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